IL POETA E LA CANTANTE

 

(Edith Piaf - Jean Cocteau)

“Un'onda altissima di velluto nero”, o ancora, “Una voce che sconvolgerà il mondo nei secoli dei secoli”: così il grande poeta Jean Cocteau, uno dei maggiori artisti francesi del secolo scorso, aveva definito la voce di Edith Piaf. Al loro primo incontro, avvenuto alla fine degli anni Trenta, egli seppe dissolvere le paure e le insicurezze del “Passerotto” con poche, affettuose parole: “Edith, sono tanto felice di conoscerla. Lei è la poesia della strada, vedrà che c'intenderemo”. Da quel giorno, il poeta e la cantante iniziarono un'amicizia e un sodalizio artistico talmente grande, autentico e profondo che neppure la morte riuscì a spezzare. Jean Cocteau, infatti, morì lo stesso giorno di Edith, l'11 ottobre 1963, mentre si preparava a pronunciare alla radio l'elogio funebre della sua grande amica.

Ricordiamo questa pagina indimenticabile, una fra le tante che Cocteau consacrò a Edith Piaf:

“Guardate questa personcina le cui mani son quelle della lucertola sui muri diroccati. Guardate la sua fronte bonapartesca, i suoi occhi di cieco che ha appena riacquistato la vista. Come canterà? Come si esprimerà? Come riuscirà a far uscire dal suo petto esiguo i grandi lamenti della notte? Ed eccola che canta, o meglio, alla maniera dell'usignolo in aprile, prova il suo canto d'amore. Avete sentito la fatica dell'usignolo? Pena. Esita. Stride. Si strozza. Si slancia, ricade. E all'improvviso trova. Vocalizza. Sconvolge.”

Lo spettacolo, allestito in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa dei due grandi artisti francesi, alterna canzoni della Piaf, tradotte per l'occasione da Fausto Amodei, con brani che Jean Cocteau scrisse appositamente per lei, ed è volto a promuovere la conoscenza di due artisti troppo prematuramente scomparsi. Il contesto storico, culturale e sociale in cui Piaf e Cocteau vissero è fra i più interessanti della storia dell'Europa del secolo scorso: la Francia dagli inizi del Novecento agli anni Sessanta. Le problematiche collegate alle loro figure, soprattutto per quanto riguarda la Piaf, consentono inoltre di affrontare importanti problemi quali la droga, l'alcolismo e le nevrosi.

La pièce Il poeta e la cantante ha inizio con una silhouette di donna in controluce vestita di nero che si staglia su uno sbiadito e nebbioso fondale che rappresenta un vecchio Cabaret parigino. Con voce roca, la giovane Edith Giovanna Gassion, questo era il vero nome della Piaf, canta. Un uomo serio, magro ed elegante guarda e ascolta in silenzio. Alla fine dell'esibizione l'uomo le si avvicina: “Permette che mi presenti? Sono Jean Cocteau…” “Il famoso poeta?” “Diciamo così… Edith, sono tanto felice di conoscerla. Lei è la poesia della strada, sono sicuro che la sua voce sconvolgerà il mondo nei secoli dei secoli”. I testi dello spettacolo, tratti dalle poesie e dalle opere teatrali di Jean Cocteau e dalle biografie scritte da Simone Berteaut: Edith Piaf una vita una voce e da Monique Lange: Histoire de Piaf, sono riadattati in una forma omogenea di racconto. Così Jean Cocteau in un libro dedicato alla Piaf ne aveva tracciato il ritratto e l'elogio: “E' una donna geniale, è inimitabile. Non c'era mai stata una Edith Piaf per me. Non ve ne saranno mai più. E' una stella che brucia nella solitudine notturna del cielo di Francia…”.

Lo spettacolo è stato scritto in occasione dei quarant'anni dalla scomparsa di Edith Piaf (19 dicembre 1915 - 11 ottobre 1963) e Jean Cocteau (5 luglio1889 - 11 ottobre 1963)

Il poeta e la cantante è scritto da Raffaella De Vita e si avvale della regia di Roberto Piana.

 

Partecipano allo spettacolo

Raffaella De Vita cantante-attrice

Raphael Bianco danzatore – coreografo

Aldo Rindone pianista

Silvano Biolatti chitarrista

Mauro Avogadro contributo vocale

Regia Roberto Piana